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Visualizzazione dei post da Agosto, 2009

Cicloeuroviaggio 2009: friburgo

Lasciata la Francia, dopo una breve parentesi a Colmar (dove anche quando piove si va in bici, magari con l'ombrello) il cicloeuroviaggio mi ha portato in Germania, e più precisamente a Friburgo, nel Baden-Württemberg, una bella città universitaria, stracolma di giovani che si spostano, prevalentemente, in bicicletta. Questa è una delle prime immagini che mi ha accolto all'arrivo: un giovane che, alla guida di un tandem, portava a "tracollo" una scala a pioli di legno.
Mi ha colpito la quasi totale assenza di ciclomotori in città, bilanciata dalla presenza di una vera rete di piste ciclabili, che si intersecano, si fondono, si dividono e servono tutta la città

Cicloeuroviaggio 2009: percorso ciclabile lungo il bacino del fiume Doubs

Nuova tappa del cicloeuroviaggio: partenza dal piccolo borgo di Quingey:
saluto gli amici camperisti attendati lungo le splendide sponde del fiume Loue e mi avvio in bici verso il Doubs, lungo il quale scorre un percorso ciclabile, che parte da Besancon e continua per 185 km (si tratta di uno spezzone della via ciclabile Eurovelo 6che collegherà Nantes a Budapest) tranquillo, parte su asfalto e parte su sterrato, lungo il fiume, in leggera, continua salita. Peccato che ci siano pochissimi cicloturisti: il "business" qui non è stato sviluppato come in Austria, e chi si sposta in bici per viaggio deve tenere conto di questa situazione. In compenso i panorami sono dolci, l'aria è fresca e le persone gentilissime. Non ultimo il cibo eccellente: se vi capita di passare di là, non perdetevi la trota alle mandorle o la salsiccia di Morteau, vere specialità del territorio!
Siamo lontanissimi dal caos cittadino e mi domando come mai non siano milioni i cicloturisti, vista la pace e…

Roma non è...

Interrompo brevemente le ciclocronache europee per rispondere ai 2 commenti ricevuti dal post precedente.
L'obiettivo delle mie cronache non è tanto sottolineare le lacune abissali che il nostro paese (e il centro sud in particolare) evidenzia in tema di mobilità ciclabile. Quelle purtroppo le conosciamo fin troppo bene! Né è mio intendimento glorificare solo quello che fanno all'estero.
Il mio scopo è quello di illustrare come possa esistere un altro modo di muoversi (e, in fondo, di vivere), un modo che non vede sempre e solo l'automobile privata al centro del mondo ma che sia articolato, con spazi adeguati ai trasporti pubblici urbani, ai treni e alle biciclette.
La bicicletta quindi vista non solo come mezzo di svago, ma come elemento, a pari dignità degli altri, per muoversi in città e fra le città.
E questo risultato è una realtà nei paesi dove i cittadini l'hanno preteso, i giovani per primi. Nessun amministratore avrebbe pianificato km e km di percorsi ciclabili se…

Cicloeuroviaggio 2009: Besançon e il bike sharing

Va bene, cominciamo le cronache del cicloviaggio in Europa con la Francia, ma non con le grandi città, come Parigi o Marsiglia, ma con Besançon, deliziosa capitale della Franca Contea, sulle rive del fiume Doubs, con poco più di centomila abitanti.
Ebbene, in questa città è attivo un servizio di bike sharing capillare, chiamato "Vélocité",nome creato sul gioco di parole fra velocità, città, bicicletta (vélo), con oltre 200 biciclette a disposizione, sia per i cittadini che per i turisti, ripartite in 30 stazioni (e nonostante la stagione estiva le bici erano tutte in servizio!).
Ho constatato che le bici sono utilizzate da persone di ogni età per spostarsi velocemente, utilizzando soprattutto i tanti percorsi ciclabili e le strade del centro chiuse alle automobili. Ah, dimenticavo, anche la polizia municipale di Besançon si sposta in bici in città!
Lo so, direte che sono provinciale, che tutto quello che trovo all'estero mi piace e lo confronto sgradevolmente con i problemi …

Magociclo is back

Magociclo, fedele al suo nome, nel mese di agosto ha scorrazzato in bici su strade e ciclabili di Francia, Germania e Austria. Ed ora è pronto per raccontarvi le "meraviglie" del mondo civile, la civilità dei paesi dove i ciclisti sono rispettati come persone, dove ci sono ciclabili per andare al lavoro, a scuola, a passeggio. Paesi dove le ciclabili collegano città anche lontane, consentendo di spostarsi normalmente in bici.
Per iniziare, posto una foto che sarebbe magnifico vedere anche in Italia: Lindau, città tedesca vicino al confine con l'Austria. Una folla di ciclisti che attende l'apertura di un passaggio a livello.

Dove si trova? LA SOLUZIONE

Contagiato dalla moda dei quiz, ne propongo uno anche sul blog:
dove si trova questa statua di S. Pio da Pietrelcina che aiuta Gesù a sostenere la croce?

Per ora niente aiutini, su, sforzatevi, ce la potete fare!

LA STATUA SI TROVA NELLA CHIESA DI S. SALVATORE IN LAURO, NELL'OMONIMA PIAZZA (ZONA VIA DEI CORONARI).

Notizie d'estate - quante piste ciclabili abbiamo in Italia?

Secondo Legambiente le piste ciclabili in Italia tra il 2000 e il 2007 sono passate da circa 1.000 chilometri a oltre 2.400.

L’Olanda ha 22 mila chilometri di piste ciclabili.
New York 270 chilometri. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha promesso agli abitanti della città tremila chilometri di piste ciclabili entro venti anni. In un anno a New York il numero dei ciclisti è aumentato del 35%.

Roma ha 45 km di piste ciclabili (per ora, ma stanno diminuendo!!)

Notizie d'estate - quanto usiamo la bici in Italia?

Legambiente dice che in Italia si usa la bici mediamente per il 3,8% degli spostamenti urbani.
In Francia la percentuale è del 3%, nel Regno Unito del 2%.
Quelli che usano di più la bicicletta sono: olandesi (nel 27% degli spostamenti), danesi (18%), svedesi (12,6%), belgi e tedeschi (10%), svizzeri (9%), finlandesi (7,4%), irlandesi (5,5%).
Tra le città italiane ci sono fortissime differenze: Milano segna un 6,6% di spostamenti in bici, Torino e Firenze il 6%, Roma lo 0,5%, contro il 28% di Ferrara, il 25% di Parma o il 24% di Bolzano.

Notizie d'estate - quanti sono i ciclisti in Italia?

Quanti ciclisti ci sono in Italia? I tesserati nelle varie federazioni sportive sono circa 170 mila. Sugli amatori e su quelli che prendono la bici per girare in città non ci sono dati precisi. Secondo le stime di Italy Bike Hotels il turismo in bicicletta negli ultimi cinque anni in Italia è cresciuto del 10%. L’Italia è diventato il terzo paese europeo più percorso da turisti ciclisti, dopo Austria e Francia.

Notizie d'estate - quanto costa una bici antica?

Mario Labadessa cura il sito bicidepoca.com (sulla storia della bicicletta potete leggere qui) e fa anche consulenze per il restauro e la conservazione di biciclette. Quanto vale una bici antica? «Dipende dalla marca, dal modello e dallo stato di conservazione. Per esempio un biciclo del 1870, in buono stato, può valere anche 5-6.000 euro. E consideri che di bicicli ne furono fabbricati parecchi. Oppure una Bianchi da passeggio “tipo Impero” ben conservata, con tutti i pezzi originali, vale anche 1.400 euro». E quelle dei campioni? «Anche lì è difficile da dire. La Bianchi con cui Coppi vinse la Parigi-Roubaix nel 1950 direi intorno ai 2.000 euro». Chi vuole avvicinarsi al mercato delle bici d’epoca cosa deve assolutamente sapere? «Che la differenza spesso la fa il restauro. Se è conservativo, cioè cura la bici d’epoca lasciando i pezzi originali, la vernice ecc., è meglio e la bici vale di più. Invece alcuni ridipingono, cambiano i pezzi e tolgono l’usura. In questi casi la bici d’ep…