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Visualizzazione dei post da 2017

Pellegrinaggio di S. Domenico fra Fornelli e Villalago 2017

Una delle più autentiche e forse anche l'ultima espressione della cultura agropastorale dell'Appennino abruzzese-molisano è il pellegrinaggio con il quale, ogni anno il 21 agosto, la gente di Fornelli (Isernia) si porta all'eremo di San Domenico Abate presso Villalago.

Il percorso prevede i passaggi delle Mainarde, della montagna di S. Francesco, il transito per Villetta Barrea, l'ascesa a Passo Godi e l'entrata a Scanno, che avviene tradizionalmente la mattina del 21 agosto. Da Scanno, dopo un suggestivo momento di preghiera, i pellegrini escono in processione e, scendendo verso il lago, si recano alla cappella della Madonna del Lago, dove si fermano per un suggestivo omaggio alla Vergine.



Al termine del lungo pellegrinaggio, circa 80 km percorsi a piedi fra le province di Isernia e L'Aquila, l'arrivo all'eremo di Villalago, dove la tradizione colloca un eremo dove si sarebbe ritirato in preghiera e meditazione solitaria S. Domenico.
Dopo il "s…

Domenica d'agosto a Roma

Dal centro alla periferia quasi tutti i negozi espongono cartelli di chiusura per ferie, con indicazioni di riapertura a fine mese.

Siamo quindi andati a vedere, sulle orme del famoso "Diario" di Nanni Moretti, come si presenta Roma la mattina di domenica 20 agosto. Qui il reportage completo


Non abbiamo trovato una città "fantasma", perché comunque ci sono i turisti che girano nel centro e i "runners" che approfittano delle strade libere,

e poi perché molto capillari sono i controlli che le forze dell'ordine hanno predisposto pressoché ovunque.


Però l'effetto che si prova è comunque surreale: un silenzio diffuso, mancanza di autovetture e scooter nelle strade,

con i pedoni e i ciclisti che una volta l'anno sono i padroni della città. E magari un bambino spera anche di riuscire a tirare quattro calci ad un pallone in via del Corso, indossando la maglietta del Barcellona, quasi come monito a non dimenticare i drammi recenti.

E poi semafori senza…

L'acqua a Roma. 2017: fine di una spensieratezza millenaria

La grandezza di Roma nei secoli si è basata anche sulla grande capacità dei romani di gestire l'acqua, costruendo acquedotti, terme, bagni pubblici. Ovunque andassero, i romani provvedevano a far arrivare l'acqua nelle terre conquistate.
E per quasi tremila anni gli abitanti di Roma non si sono mai preoccupati della loro acqua.
Dovevamo arrivare al 2017 per doverci improvvisamente confrontare con la siccità, la penuria di acqua e l'onta delle turnazioni.
E oggi, forse ultima domenica del millenario periodo di spensieratezza idrica dei romani, ho fatto un giro per la città per documentare quanto l'acqua e il suo uso sia parte integrante della vita delle nostre strade.
Ecco cosa ho visto


















25 Aprile 2017 nel XII municipio di Roma

Il 25 Aprile si sono tenute nel quartiere Bravetta di Roma due celebrazioni per la festa della Liberazione dal nazifascismo.
La prima, all'incrocio fra via della Pisana e via di Bravetta, dove è posta una stele in memoria dei caduti del quartiere. La seconda nel Parco dei martiri di Forte Bravetta, dove furono trucidati decine di romane e romani fra l'ottobre 1943 e il giugno del 1944. Qui le foto delle due manifestazioni.



Durante la celebrazione a Forte Bravetta Ernesto Bassignano, cantautore, giornalista e conduttore radiofonico, ha intonato alcuni canti della resistenza.



A Forte Bravetta ha partecipato, senza peraltro pronunciare alcun discorso ufficiale, il presidente del Partito Democratico, Matteo Orfini.

Il capodanno 2017 a Roma

Queste sono le immagini scattate nel pomeriggio del 1^ gennaio 2017 sul lungotevere, nel tratto fra ponte Garibaldi e ponte Sisto


Purtroppo lo spettacolo è stato davvero deprimente e molto lontano dal clima festoso vissuto in tante altre città.


La sensazione era quella di una sagra paesana di fine anni '70 che andava avanti stancamente, senza nessun calore ed entusiasmo.


Panorama da Roma

Il gelo e il vento di questi giorni hanno pulito l'aria di Roma, allargando molto il limite dell'orizzonte. E così è diventato possibile vedere una "memoria storica" evidenziata dalle recenti nevicate. È la scritta "DVX", realizzata nel 1939 sul monte Giano piantando migliaia di alberi.

Il monte Giano, compreso nel comune di Antrodoco in provincia di Rieti, dista oltre 90 km da Roma e quindi la visione di questo panorama non è frequente, perché l'inquinamento rende opaca l'aria e limita la visibilità.